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brano
 
Apuleio
Della magia, 17
 
originale
 
[17] Ego adeo seruosne tu habeas ad agrum colendum an ipse mutuarias operas cum uicinis tuis cambies, neque scio neque laboro. at tu me scis eadem die tris Oeae manu misisse, idque mihi patronus tuus inter cetera a te sibi edita obiecit, quanquam modico prius dixerat me uno seruo comite Oeam uenisse. quod quidem uelim mihi respondeas, qui potuerim ex uno tris manu mittere, nisi si et hoc magicum est. tantamne esse mentiendi caecitatem dicam an consuetudinem? 'uenit Apuleius Oeam cum uno seruo'; dein pauculis uerbis intergarritis: 'Apuleius Oeae una die tris manu misit'. ne illud quidem credibile fuisset, cum tribus uenisse, omnes liberasse; quod tamen si ita fecissem, cur potius tris seruos inopiae signum putares quam tris libertos opulentiae? nescis profecto, nescis, Aemiliane, philosophum accusare, qui famulitii paucitatem obprobraris, quam ego gloriae causa ementiri debuissem, quippe qui scirem non modo philosophos, quorum me sectatorem fero, uerum etiam imperatores populi Romani paucitate seruorum gloriatos. itane tandem ne haec quidem legere patroni tui: M. Antonium consularem solos octo seruos domi habuisse, Carbonem uero illum, qui rebus potitus est, uno minus, at enim Manio Curio tot adoreis longe incluto, quippe qui ter triumphum una porta egerit, ei igitur Manio Curio duos solos in castris calones fuisse? ita ille uir de Sabinis deque Samnitibus deque Pyrro triumphator paucioris seruos habuit quam triumphos. M. autem Cato nihil oppertus, ut alii de se praedicarent, ipse in o[pe]ratione sua scriptum reliquit, cum in Hispania[m] consul proficisceretur, tris seruos solos ex urbe duxisse; quoniam ad uillam publicam uenerat, parum uisum qui uteretur, iussisse duos pueros in foro de mensa emi, eos quinque in Hispaniam duxisse. haec Pudens si legisset, ut mea opinio est, aut omnino huic maledicto supersedisset aut in tribus seruis multitudinem comitum philosophi quam paucitatem reprehendere maluisset.
 
traduzione
 
Cos?, se tu hai degli schiavi per coltivare la terra o se fai scambio di opere mutuarie coi tuoi vicini, non so n? mi curo di sapere; tu invece sai che io nello stesso giorno in Oea ho affrancato tre schiavi, e ci? il tuo avvocato, fra le altre rivelazioni che gli hai fatto, mi ha rinfacciato, bench? poco prima avesse detto che ero venuto in Oea accompagnato da un solo servo. Ed io vorrei che tu mi rispondessi proprio su questo, come mai con un solo servo io abbia potuto affrancarne tre: a meno che non entri anche qui la magia. Che debbo dire? Pu? giungere fino a tanto la cecit? o la consuetudine della menzogna? ?Venne Apuleio in Oea con un solo servo?: e dopo un garrulio di poche parole: ?Apuleio in Oea in un sol giorno ne affranc? tre?. Sarebbe gi? poco credibile che venuto con tre io li avessi tutti e tre liberati; ma se anche cos? avessi fatto, perch? dovresti stimare tre servi indizio di povert? piuttosto che tre affrancati indizio di opulenza? Tu non sai certamente, Emiliano, che accusi un filosofo: tu che hai potuto rimproverarmi quella pochezza di servit?, che invece avrei dovuto inventare io, per farmene un vanto: perch? sapevo che non solo i filosofi, dei quali mi dichiaro seguace, ma anche i supremi comandanti del popolo romano si gloriarono della pochezza dei servi. Dunque neppure questo hanno letto i tuoi avvocati, che M. Antonio, dopo il suo consolato, aveva in casa soltanto otto servi; Carbone, quello rimasto a capo della Repubblica, uno di meno, e Manio Curio, famoso per tante vittorie, che pass? tre volte per la medesima porta da trionfatore, quel Manio Curio, dico, ebbe nel suo accampamento due soli garzoni. Cos? quell'uomo che trionf? dei Sabini, dei Sanniti e di Pirro, ebbe pi? trionfi che servi. E M. Catone, senza aspettare che altri facesse la sua lode, in una orazione lasci? scritto che partendo console per la Spagna, condusse con s? da Roma tre soli servi; giunto alla Villa Pubblica, credendo che non bastassero alle necessit? del servizio, ne fece comprare due al pubblico mercato: and? in Ispagna con cinque. Credo che se Pudente avesse letto questi fatti o si sarebbe risparmiata la calunnia ovvero in tre servi che accompagnano un filosofo avrebbe preferito scorgere una colpa di abbondanza anzi che di miseria.
 

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